Normativa

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Nell'ambito dell'ordinamento italiano la protezione dei dati personali nasce con la sentenza con la sentenza della Corte di Cassazione n. 4487 del 1956, a seguito di un ricorso degli eredi del tenore Enrico Caruso. In detta pronuncia si identificava il diritto alla privacy nella tutela delle situazioni e vicende strettamente personali e familiari, le quali, anche se verificatesi fuori dal domicilio domestico, non hanno per i terzi un interesse socialmente apprezzabile. Tale affermazione è divenuta fondamentale per il bilanciamento tra riservatezza e diritto di cronaca, in quanto la linea di demarcazione tra privacy e diritto all’informazione di terzi è oggi data dalla popolarità del soggetto, pur precisando che anche soggetti famosi conservano tale diritto, però limitatamente a fatti che non hanno niente a che vedere con i motivi della propria popolarità. 

Nella carta costituzionale italiana non venne previsto il diritto alla protezione dei dati personali, anche se interpretazioni adeguative hanno riscontrato riferimenti negli articoli 14, 15 e 21, rispettivamente riguardanti il domicilio, la libertà e segretezza della corrispondenza, e la libertà di manifestazione del pensiero. Il primo e più importante riferimento è nell’articolo 2 della Costituzione, dove si incorpora la privacy nei diritti inviolabili dell’uomo. L'Italia arrivò come penultima in Europa ad approvare una legge di tutela della privacy di applicazione generale, trasfusa prima nella legge 675 del 1996 e poi nel Codice in materia di protezione dei dati personali (Codice della privacy) cioè il Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nel quale si prevede il diritto a non vedere trattati i propri dati senza consenso, ma anche l’adozione di cautele tecniche ed organizzative che tutti devono rispettare per procedere in maniera corretta al trattamento dei dati altrui.  

Il Codice disciplina il trattamento dei dati personali, anche detenuti all'estero, effettuato da chiunque ha sede nel territorio italiano (principio di origine o stabilimento), o in uno Stato non appartente all'Unione europea ma che impiega strumenti per il trattamento situati nel territorio italiano (principio di ubicazione degli strumenti elettronici). Se il trattamento è soggetto alla leggi italiani il Titolare del trattamento deve designare un proprio rappresentante stabilito nel territorio dello Stato italiano. L'obiettivo del Codice è quello di minimizzare i rischi di perdita e distruzione dei dati, disciplinando le misure di sicurezza "minime" che devono essere adottate da chiunque tratti dati personali altrui.