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Il Data Onboarding è il processo di trasferimento dai dati dall'ambiente offline nell'ambiente online, in modo da consentire alle aziende di raggiungere meglio clienti e potenziali clienti. 

Con tale processo i dati raccolti offline, ad esempio in un processo di pagamento di beni in un negozio fisico, vengono utilizzati per recuperare le stesse persone nell'ambiente online, in modo da poter inviare loro, nell'ambiente digitale, degli annunci pubblicitari personalizzati. 

Il data onboarding è fondamentale per la monetizzazione dei dati da parte delle aziende. Il marketing richiede, infatti, di mantenere un contatto con i potenziali clienti, e quindi è necessario riconoscerli e relazionarsi continuamente con loro, con esperienze constestualmente pertinenti agli acquisti. Per questo gli intermediari della pubblicità hanno specifiche divisioni che operano in questo campo, oppure si rivolgono ad aziende terze per operare tale collegamento tra offline e online. 

La procedura consta di tre fasi. 

1) Segmentazione
Il venditore chiede al Data Broker di identificare un gruppo di potenziali clienti con determinate caratteristiche (ad esempio, maschi bianchi con reddito alto e propensione al viaggio). Il venditore può passare la propria lista di persone all'interno della quale il Data Broker trova, sulla base delle informazioni che possiede già, quali persone soddisfano le richieste del venditore. Quindi il Data Broker dirà che Mario Rossi ha le caratteristiche richieste. Alternativamente il Data Broker può utilizzare la propria lista di persone segmentandole in base ai parametri richiesti dal venditore. 

2) Matching
Il Data Broker compra liste di utenti dai siti specializzati (es Social Network) e le compara coi dati che ha a disposizione. Se il confronto è positivo le informazioni offline vengono aggiunte a quelle online dell'utente ottenuto. Ad esempio, se il Data Broker ha una lista di 100mila persone che soddisfano i criteri selezionati dal venditore, tra i quali Mario Rossi, e compra una lista di utenti dal Social Network nella quale c’è anche Mario Rossi, all'utente Mario Rossi vengono associati i dati ulteriori ricavati dall’offline a creare una nuova segmentazione.
Ovviamente i Data Broker non operano praticamente mai con nomi e cognomi, ma solo con identificativi numerici (talvolta sono gli stessi cookie). Quindi pur non sapendo chi è fisicamente Mario Rossi, sono comunque in grado di raggiungerlo per inviare pubblicità mirata, sapendo i suoi interessi. 

3) Target
Il Data Broker piazza un cookie sul dispositivo dei consumatori identificati tramite il processo descritto sopra. Al cookie sono aggiunte le informazioni che consentiranno al Data Broker (eventualmente tramite piattaforme di advertising se non offre direttamente tale servizio) di raggiungere i consumatori in base alle richieste del venditore, fintanto che il dispositivo del consumatore presenta ancora il cookie installato. Quindi, se inizialmente il Social Network aveva un cookie sul dispositivo di Mario Rossi che indicava che è un maschio bianco con la propensione a viaggiare, il Data Broker aggiunge l’informazione che è di reddito alto. Con questa operazione il Data Broker potrà svolgere operazioni di retargeting (cioè raggiungere Tizio con pubblicità sui vari siti mentre Tizio naviga nel web, grazie al cookie presente sul suo dispositivo) o campagne cross-mediali (ad esempio tramite email, sms, Internet, ecc…).

È comunque garantita la tutela dei dati personali. L'abbinamento avviene sui codici ID dei dispositivi, i quali sono sottoposti alla procedura di hashing prima di essere memorizzati dalla piattaforma di gestione dati (DMP, data managemente platform). All'ID hash è assegnato un identificatore univoco che sarà utilizzato sempre durante l'invio di dati provenienti dal medesimo ID, in modo che il Data Broker (Onboarder) possa collegare i dati. In questo modo il dato soggetto ad hashing non può essere utilizzato per l'identificazione personale dell'individuo, ma può comunque essere utilizzato per l'invio di pubblicità personalizzata.
Questo, però, fa si che i tassi di corrispondenza di un Onboarder non siano molto alti, visto che le connessioni sono basate sui soli elementi statistici. In genere tassi sul 30% sono considerati buoni.