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Il Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR), al Considerando 27, esclude l’applicazione della normativa ai dati delle persone decedute. 

Tuttavia, sempre il Considerando 27 prevede una clausola di salvaguardia con la quale si concede ai singoli Stati membri dell'Unione la facoltà di prevedere norme a tutela del trattamento dei dati delle persone decedute. L'Italia si è avvalsa di tale facoltà con il decreto di armonizzazione del Codice Privacy (d. lgs 101/2018), il quale ha previsto, con l'art. 2-terdecies, l'estensione delle norme di cui al GDPR anche ai trattamenti dei dati personali di persone decedute. I diritti relativi ai dati personali dei defunti possono essere esercitati da chi ha un interesse proprio, oppure agisce a tutela del defunto quale mandatario o per ragioni familiari meritevoli di protezione. 

Il primo comma dell'articolo 2-terdecies cita espressamente i diritti di cui agli articoli da 15 a 22 del GDPR, quindi sostanzialmente tutti i diritti concessi agli interessati al trattamento. Il comma 2 prevede che tali diritti non possano essere esercitati, limitatamente all'offerta diretta di servizi della società dell'informazione, se l'interessato lo ha espressamente vietato con dichiarazione scritta presentata al titolare del trattamento o a quest'ultimo comunicata. Tale volontà deve, però, risultare in modo non equivoco. In ogni caso tale divieto non può produrre effetti pregiudizievoli per l'esercizio da parte di terzi dei diritti patrimoniali che derivano dalla morte dell'interessato nonché del diritto di difendere in giudizio i propri interessi. 

In tal senso il legislatore italiano si muove nel solco dei precedenti provvedimenti del Garante. Ricordiamo, ad esempio, il provvedimento del 19 dicembre 2002, nel quale il Garante, intervenendo in occasione del crollo di una scuola, evento nel quale persero la vita dei bambini, ci tenne a precisare che le tutele riguardano anche il trattamento dei dati di un soggetto scomparso. 

 

Accesso ai dati del defunto

Il Garante in passato ha avuto modo di tutelare gli eredi consentendo l'accesso ai dati personali concernenti il de cuius, ad esempio i dati conservati su un cloud, oppure detenuti da una banca.