Normativa

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La tutela dei dati personali è diventata, oggi, un settore chiave per le aziende del web. Il dato personale è il metro di misura di un servizio o di un prodotto, da cui l'esigenza di una regolamentazione a tutela dei diritti dei cittadini e in particolare del diritto alla protezione dei dati (data protection).

Questo diritto si è sviluppato a partire dal diritto al rispetto della vita privata e familiare, del domicilio e della corrispondenza. La dignità della persona umana, infatti, è il valore dominante di tutte le carte dei diritti.
E' previsto dall'articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) e dall'articolo 16 del TFUE (Trattato sul funzionamento dell'Unione europea), e costituisce un diritto fondamentale dell'individuo, appartiene alle sole persone fisiche e in genere alle persone viventi, ed è un diritto autonomo rispetto al più generale diritto alla riservatezza (privacy). 

Il diritto alla riservatezza ha un'accezione prevalentemente negativa (ius excludendi alios dalla propria vita privata), in quanto è volto a non far rilevare informazioni sul nostro conto, essendo legato alla stessa concezione che è alla base del diritto di proprietà. Non è quindi pensato come un diritto a sé ma nasce come limite alla libertà di espressione e al diritto all'informazione, quindi è il diritto a che non vengano diffuse informazioni personali, a mezzo stampa o tramite i media, senza che la persona interessata abbia dato il suo consenso, a meno che la notizia ad essa riferita sia di pubblico interesse.


Diritto fondamentale

Mentre la privacy rappresenta una sorta di diritto individuale, che tutela il singolo nella sua solitudine, il diritto alla protezione dei dati personali, invece, estende la tutela dell'individuo oltre la sfera della vita privata e in particolare nelle relazioni sociali, così garantendo l'autodeterminazione decisionale e il controllo sulla circolazione dei propri dati. Si tratta, quindi, di garantire la libertà personale come diritto fondamentale, non solo come libertà fisica ma anche contro ogni controllo illegittimo e ogni ingerenza altrui, e trova la sua maggiore espressione nell'Europa che ha conosciuto le dittature del Novecento, e quindi come contrapposizione contro non solo i giornali e i media ma, anche e soprattutto, gli Stati autoritari. 

In base alla normativa che regolamenta tale diritto, quindi, ogni individuo può pretendere che i suoi dati personali siano raccolti e trattati da terzi solo nel rispetto delle regole e dei principi previsti dalle leggi in materia, sia dell'Unione Europea che dei singoli Stati nazionali. Lo scopo della normativa è quello di attribuire al solo interessato il potere di disporre dei propri dati, assicurando all’individuo il controllo su tutte le informazioni riguardanti la sua vita privata, e fornendogli nel contempo gli strumenti per la tutela di queste informazioni. 

Il diritto alla protezione dei dati personali è sancito da numerose norme internazionali, dell'Unione Europea e dei singoli Stati membri dell'Unione. Ad esempio l'articolo 12 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (UDHR) delle Nazioni Unite (ONU), che per la prima volta nel 1948 ha previsto tale diritto influenzando la nascita dei successivi strumenti legislativi. Inoltre è sancito nella Carta dei diritti dell'Unione europea (Carta di Nizza) proclamata nel 2000. Oggi è un diritto fondamentale autonomo, come proclama esplicitamente il nuovo regolamento europeo in materia, che deve coesistere con gli altri diritti, compresa la libertà di stampa e di manifestazione del pensiero.