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Il Gruppo di lavoro articolo 29 (Working Party article 29 o WP29, Comitato europeo della protezione dei dati col nuovo regolamento europeo) è il gruppo di lavoro comune della autorità nazionali di vigilanza e protezione dei dati. L'articolo 29 della direttiva europea 95/46 prevede, appunto, vari compiti da affidare ai membri dei Garanti nazionali, che quindi si riuniscono allo scopo.

Il Gruppo è un organismo consultivo indipendente, composto da un rappresentante della autorità nazionali, dal Garante europeo della protezione dei dati, nonché da un rappresentante della Commissione. Il presidente è eletto dal Gruppo al suo interno ed ha un mandato di due anni, rinnovabile una volta. 
Il Gruppo adotta le sue decisioni a maggioranza semplice dei rappresentanti delle autorità di controllo. 

Fra i suoi compiti: 
- esaminare le questioni attinenti all'applicazione delle norme nazionali di attuazione della direttiva; 
- formulare pareri sul livello di tutela nella Comunità e nei paesi terzi; 
- consigliare la Commissione europea in merito ad ogni progetto di modifica della direttiva, ogni progetto di misure addizionali o specifiche da prendere ai fini della tutela dei diritti e delle libertà, nonché in merito a qualsiasi altro progetto di misure comunitarie che incidano su tali diritti e libertà;
- formulare pareri sui codici di condotta elaborati a livello comunitario; 
- formulare di propria iniziativa raccomandazioni su qualsiasi questione riguardi la protezione dei dati personali nella Comunità;
- formulare linee-guida e documenti di indirizzo riguardo le varie tematiche connesse alla protezione dei dati, anche per garantire gli adattamenti che si rendono necessari alla luce dello sviluppo della tecnologia; 
- definire i criteri di adeguatezza per i paesi terzi. 

Il suo compito principale è assicurare che le autorità di controllo nazionali seguano intepretazioni comuni della normativa europea in materia. Il Gruppo ha sempre prestato particolare attenzione alle tematiche della rete Internet nell'ambito della protezione dei dati, e questo anche per colmare delle lacune della direttiva 95/46, nata in un periodo in cui l'attenzione non era così focalizzata sulla materia in oggetto.