Con il decreto legge n. 135 del 2009 (decreto Ronchi) convertito con modifiche nella legge 166 del 2009, viene introdotta una nuova disciplina per le promozioni commerciali a mezzo telefono. Le nuove norme prevedono l'istituzione del Registro pubblico delle opposizioni (istituito a mezzo del Dpr 178/2010 che ne reca il relativo regolamento), nel quale chi non vuole ricevere chiamate commerciali dovrà iscrivere il suo numero (fisso o cellulare) che è presente in un elenco telefonico pubblico. Il testo modificato dell'art. 130 del Codice Privacy, infatti, consente l'invio di comunicazioni commerciali tramite il telefono e la posta cartacea ai soggetti che non abbiano esercitato il diritto di opposizione mediante l'iscrizione nel suddetto registro. Le aziende che vogliono operare tramite telemarketing, dovranno consultare il registro per conoscere i nominativi che non autorizzano l'invio delle comunicazioni commerciali. Le comunicazioni ai soggetti iscritti nel registro comportano delle multe salate. 
Con l'iscrizione al registro si intendono revocati tutti i consensi eventualmente espressi in precedenza, tranne quelli derivanti da accordi contrattuali. 

L'iscrizione di un abbonato nel registro non impedisce comunque il trattamento dei suoi dati per finalità commerciali da parte di soggetti che li abbiano raccolti da fonti diverse dagli elenchi telefonici, purché nel rispetto del Codice della privacy. Cioè anche l’iscrizione al registro non garantirà il cittadino dal subire assalti alla propria privacy a colpi di telefonate indesiderate. Pensiamo ai casi in cui l’utente firma un contratto per attivare un'utenza telefonica, nel quale contratto solitamente sono inserite clausole di autorizzazione all’invio di pubblicità da parte di quell'azienda. L’utente, se ha acconsentito, riceverà comunque le telefonate moleste anche se è regolarmente iscritto al registro. 

L’iscrizione al registro impedisce, quindi, alle aziende di utilizzare i numeri presenti negli elenchi telefonici pubblici, ma restano sempre contattabili i numeri estratti da altri elenchi pubblici, quelli gestiti da un negozio e ceduti a terzi. Nel caso in cui l’utente avesse distrattamente autorizzato in un modulo ad essere contattato per pubblicità telefoniche, può comunque revocare tale consenso contattando direttamente il gestore dell’elenco. Purtroppo l’azienda che chiama ha solo l’obbligo di comunicare se ha utilizzato l’elenco pubblico per cui può essere difficoltoso capire da dove effettivamente è stato reperito il nostro numero. Comunque è al Garante per la privacy che, nel caso ritenessimo che la telefonata sia illecita, dobbiamo rivolgerci, e che può applicare le relative sanzioni.

Inoltre, tutti i call center che operano tramite telemarketing dovranno utilizzare un prefisso riconoscibile. Uno sarà dedicato alle telefonate a scopo promozionale e uno alle telefonate per indagini statistiche. L'operatore, a richiesta del cittadino, dovrà indicare chiaramente da quale elenco pubblico ha estratto il numero telefonico. 

La legge, presentata come la panacea contro le telefonate moleste, in realtà capovolge il principio base della normativa in materia di privacy e protezione dei dati personali, passando da un regime di opt-in, per il quale è richiesto il preventivo consenso dell'utente, ad uno di opt-out, che invece autorizza il trattamento dei dati fino a che l'utente non comunichi l'assenza del consenso. In breve è l'utente che deve attivarsi e manifestare il proprio dissenso all'invio di chiamate commercialiLa stessa Autorità Garante, infatti, osservò che la legge fosse in contrasto con la normativa generale in materia. La legge in questione fu un ovvio regalo alle società di direct marketing, una sorta di misura di sostegno ad un comparto commerciale in crisi, quello dei call center, a fronte però di un passo indietro in materia di tutela dei diritti dei cittadini

La gestione del registro è affidata alla Fondazione Ugo Bordoni, ente morale senza fine di lucro istituito con lo scopo di effettuare studi scientifici e applicativi nelle materie delle comunicazioni elettroniche, dell’informatica, dell’elettronica, dei servizi pubblici a rete, della radio-televisione e dei servizi audiovisivi e multimediali in genere. E' da notare che i soci fondatori sono le medesime società della telefonia (Wind, Terna, Telespazio, Vodafone, 3 Italia, Poste Italiane, Telecom Italia, Fastweb ed Ericsson). 

 

Modifiche successive

Con la legge n. 5 del 2018 sono state apportate modifiche alla normativa. In particolare è possibile iscrivere anche i numeri cellulari nel registro al fine di evitare chiamate indesiderate. 

Con il DPR n. 149/2018, pubblicato in GU il 19 gennaio 2019, il trattamento degli indirizzi postali presenti negli elenchi pubblici è equiparato a quello delle numerazioni telefoniche. Quindi, valgono le stesse regole anche per la posta cartacea. Nei prossimi mesi sarà realizzato anche il Registro esteso della posta cartacea, che permetterà agli utenti di opporsi all'invio della pubblicità agli indirizzi postali presenti negli elenchi.